In primo Piano

L’ultima seduta della settimana sarà movimentata da diverse indicazioni. L’agenda macro odierna precede la bilancia commerciale e l’inflazione in Eurozona, in Italia il rapporto sul commercio estero e l’inflazione di settembre. Infine, dagli Stati Uniti giungeranno le vendite al dettaglio, la produzione industriale e la fiducia dei consumatori elaborata dall’università del Michigan. In questo contesto di allarme crescente era atteso oggi, ma slitterà come minimo a domani, il CdM chiamato ad approvare il Documento programmatico di bilancio, in cui verranno dettagliati gli oltre EUR 30 mld di misure espansive annunciati a settembre dal Tesoro. Dopo l’ultimatum lanciato ieri dal Consiglio europeo che ha chiesto a Londra di muoversi per rendere possibile un accordo sul dopo-Brexit, si attende in giornata una risposta da parte di Boris Johnson. Primo segnale positivo del 2020 per il settore auto in Europa, che dopo 8 mesi di cali fa registrare a settembre la prima crescita dell’anno. Le immatricolazioni EU sono state pari a 1.300.048 con un incremento dell’1,1% su settembre 2019. L’inversione di tendenza è dovuta essenzialmente agli incentivi varati in molti mercati. Il consuntivo dei primi 9 mesi 2020 vede un calo del 29,3% rispetto allo stesso periodo 2019. Vendite più forti del mercato invece per FCA, che evidenzia 77.807 immatricolazioni in Europa, in aumento dell’11,8% rispetto a settembre 2019, con una quota di mercato salita da 5,4% a 6%.

Valute e commodities

Il ritorno su asset difensivi premia il dollaro, il cui indice contro un paniere delle principali valute sale ai massimi da 2 settimane. Il biglietto verde perde terreno solo contro lo yen, tradizionalmente considerato un rifugio. L’euro e’ poco mosso a 1,17 dollari, debole la sterlina. Futures sul petrolio in calo sul timore che il dilagare dei contagi a livello globale imponga nuovi lockdown, deprimendo la domanda di greggio. Il futures sul Brent cede lo 0,85% a USD 42,80 il barile, stessa percentuale al Nymex per il Wti Usa a USD 40,60

Mercati azionari europei

Apertura in rialzo per le borse europee, che tirano il fiato dopo le forti perdite di ieri a fronte dell’aumento di contagi da Covid e le possibili ripercussioni sulle economie per nuove possibili restrizioni. Piazza Affari guadagna circa lo 0,60% nelle prime battute. In rialzo i titoli bancari, Atlantia, FCA, Moncler, Prysmian, Saipem, CNH Industrial e Ferrari. Deboli Leonardo e Terna.

Chiusura borse asiatiche

Pesano anche sui listini asiatici i timori che le nuove restrizioni adottate da diversi Paesi in Europa per limitare il contagio da Covid possano soffocare la ripresa economica. Non aiuta nemmeno l’impasse sul fronte delle trattative al Congresso Usa per il nuovo piano di stimolo. In questo quadro, l’indice Nikkei ha terminato con una flessione dello 0,41%. Gli altri listini dell’area AsiaPacifico si muovono in ordine sparso. Hong Kong avanza dello 0,97%, mentre Shanghai rimane debole con un -0,03% in attesa degli importanti dati macro che verranno diffusi la prossima settimana, mentre Sydney perde lo 0,54%

Chiusura Wall Street

Wall Street ha chiuso la seduta di ieri in lieve ribasso penalizzata dall’impennata globale di contagi da Covid e dalle nuove misure restrittive. Il Dow Jones ha perso lo 0,07%, S&P 500 -0,15% e Nasdaq Composite -0,47%. All’andamento negativo hanno contribuito anche le dichiarazioni di mercoledì del ministro del Tesoro Mnuchin che giudica poco probabile un accordo sui nuovi piani di stimolo all’economia Usa prima delle elezioni presidenziali del prossimo 3 novembre, e l’inattesa crescita delle nuove richieste di sussidi di disoccupazione. Tra i singoli titoli, bene Morgan Stanley +1,34% e Walgreens +4,82% grazie ai brillanti risultati trimestrali. Il produttore di acciaio Alcoa – 5,42% dopo una trimestrale sopra le attese ma un debole outlook sulle consegne per il quarto trimestre. United Airlines -3,82% dopo una trimestrale in perdite ed un crollo dei ricavi del 78% su base annua.