In primo Piano

Giornata ricca di eventi e indicazioni quella odierna. L’agenda macro prevede in mattinata il dato su fatturato e ordinativi dell’industria in Italia, in Francia l’inflazione di settembre, mentre nel pomeriggio dagli Stati Uniti giungeranno le richieste settimanali di sussidi alla disoccupazione, l’indice Philadelphia Fed, i prezzi import/export di settembre e le scorte di greggio. Da segnalare la riunione del Consiglio europeo, che dovrà affrontare il tema della Brexit. Oggi infatti scadono i termini per poter approvare un accordo tra Londra e Bruxelles. A livello societario, oggi si riuniscono le assemblee degli azionisti di Ubi Banca e Juventus, mentre negli Stati Uniti prosegue la stagione dei conti con la trimestrale di Morgan Stanley. Bankitalia pubblica il supplemento al bollettino statistico “Finanza pubblica, fabbisogno e debito” di settembre. Fatica a ripartire la dinamica dei prezzi in Cina a dispetto della più ripresa congiunturale segnalata dagli indicatori più recenti. In settembre i prezzi alla produzione evidenziano una flessione annua di 2,1%, tre decimi superiore alle attese e due oltre il dato di agosto. Quanto all’inflazione, la lettura del mese scorso indica un tendenziale di 1,7% a fronte di 1,8% delle attese.

Valute e commodities

Lieve ritorno di acquisti sul biglietto verde, che ritrova almeno in parte l’appeal di valuta rifugio di fronte alla nuova ondata dei contagi mentre sfuma, almeno nell’immediato, la prospettiva di un nuovo pacchetto di stimolo per l’economia Usa. Yen sui massimi da due settimane, dollaro australiano in flessione sulla valuta Usa dopo l’accenno della banca centrale alla possibilità di un taglio dei tassi. Il cambio euro/dollaro è a 1,1750, dollaro/yen a 105,25 ed euro/yen a 123,72. Derivati sul greggio sulle posizioni, dopo il rialzo di circa 2% nella seduta di ieri grazie ai dati settimanali API che hanno messo in evidenza un decumulo delle scorte settimanali Usa. Oggi i dati EIA. I paesi Opec stanno inoltre rispettando la riduzione dell’offerta stabilita il mese scorso. Il futures sul Brent cede lo 0,30% a USD 43,20 il barile, stessa percentuale al Nymex per il Wti Usa a USD 40,90.

Mercati azionari europei

Apertura in calo per le borse europee, in linea con le deboli chiusure di Wall Street e delle borse asiatiche. Piazza Affari cede oltre l’1% nelle prime battute. Negativi quasi tutti i titoli dell’indice Ftse Mib, in particolare i titoli bancari, Pirelli, Tenaris e Telecom. Poco mosse al momento solo BPER e Diasorin.

Chiusura borse asiatiche

Pesa su tutti i listini lo stallo al piano di stimoli economici negli Usa, dove difficilmente si arriverà ad un accordo prima dell’Election Day. Sessione negativa per le borse asiatiche, con l’indice Nikkei 225 che a Tokyo ha chiuso in calo dello 0,51%. Negativa Seoul con l’indice Kospi arretrato dello 0,94%. Debutto boom a Seoul di Big Hit Entertainment (+97%), la società sudcoreana di intrattenimento, di cui fa parte il gruppo musicale fenomeno del momento BTS. In calo le borse di Hong Kong (dove China Evergrande Group è crollato del 16,96%) e Shanghai, positiva Sidney. In Australia è stato reso noto il rapporto sull’occupazione di settembre, da cui è emersa nel mese una perdita di 29.500 posti di lavoro ed un tasso di disoccupazione salito al 6,9%.

Chiusura Wall Street

Wall Street ha chiuso negativa ieri a causa dello stallo dei negoziati al Congresso su nuovi piani di stimolo all’economia Usa. Il Dow Jones ha perso lo 0,58%, S&P 500 -0,66% e Nasdaq Composite -0,80%. Secondo il segretario al Tesoro, Steven Mnuchin, difficilmente sarà raggiunto un accordo tra repubblicani e democratici prima delle elezioni presidenziali del prossimo 3 novembre. Tra i titoli in evidenza Concho Resources +10,24% sulle voci di una possibile offerta da parte di ConocoPhillips. Bank of America -5,29% dopo la trimestrale; oltre le attese gli utili, ma deludono i ricavi. Il gruppo dell’assicurazione sanitaria UnitedHealth Group -2,85% nonostante gli utili sopra le attese e la revisione al rialzo della guidance 2020.